Editoriale

Ars longa, vita brevis! Tuttavia noi cercheremo di intensificare i tempi di produzione creativa e le sue primavere. Così già dal sekondo numero Inism cambia il cappello e le scarpe.
Gli abbonati dagli avamposti riceveranno così su cartaceo la rivista e con loro quanti faranno richiesta dei singoli “fascicoli”, sperando che non siano solo inisti, inifili, inologhi (Microsoft Word continua, in correzione automatica, a sostituirmi quest’ultimo termine, «inologhi», con «sinologhi» = esperti della civiltà cinese… Perché no? E sia!) o linguisti, glottologi, comparatisti, studiosi delle avanguardie, perché se faranno 1 passo verso l’Inismo, l’Inismo ne farà 11 verso loro. Rarissimi gli omaggi, in ogni caso non recidivi, e nessun scambio.
In questo numero abbiamo voluto soffermarci su quelle forme che la tradizione suole annoverare con le voci di technopaígnion, onomatopea fonometaforica, paronomasia, allitterazione, koinè, «autonomia del significante», poi vari processi di lessicalizzazione calligrafici e visivi, senza per altro tralasciare l’invenzione di nuove forme di rima musicali, pittoriche, scultoree, ecc. come la rima disattesa e potenziale (es. «Casa mia, casa mia, pur piccina che tu sia, tu mi sembri un bidone», che attiva contemporaneamente due parole, una scritta o pronunciata: bidone, l’altra attesa, suggerita dalla memoria: badìa), ampliamento inista della metalessi.
Infine i tempi ci impongono di occuparci del basso o alto mimetico in termini di globalizzazione e profilassi delle idee.

Gabriella Giansante

 

 

 

 

Click to read on-line